Che cosa è un’opera artistica? La bellezza cosa rappresenta per l’arte?

L’idea che la superficie sia superficiale è pericolosa, il quadro è l’inconscio all’opera, non è l’inconscio del pittore che attraverso l’opera dobbiamo decifrare. I pittori della materia non sono i pittori dell’informe, cercano di raggiungere un equilibrio formale, dar forma alla materia, dar poesia e non accontentarsi di aggregare materiali disparati ma raggiungere sempre un punto di equilibrio, pur tormentati da tale meta. La bellezza conta non altro. La bellezza può essere usata come schermo protettivo dall’orrore della vita, come sistema difensivo, la bellezza scongiura il terrificante e l’angoscia?

Un’opera artistica cerca solo bellezza. La bellezza è talvolta uno scongiuro del presagio nefasto, della paura di morire ma nell’arte, la bellezza che interessa l’arte, è la bellezza ferita, ovvero, come dice Lacan, la bellezza del sorriso di Antigone di Sofocle, che condannata da Creonte ad essere sepolta viva, per aver disobbedito alla legge della città d’origine, per aver tradito alla propria patria, seppellendo il proprio fratello. Per questo viene decisa la sua condanna, sepolta viva. Quando Antigone sta per essere portata verso la sua tomba, muove leggermente il capo, si volge all’indietro, osserva quel che le sarà proibito osservare, i volti delle persone che ama, la sua città, l’aperto, ed un sorriso si abbozza, che assomiglia ad un fulgore, ad una luce, un lampo. La bellezza non è un antidoto nei confronti della malattia, della morte, del terrificante, della castrazione, dell’angoscia di morire, la bellezza si rivela un attimo prima che Antigone muoia, con un sorriso. Non ci sono parole per tradurre l’evento dell’opera, la verità della pittura è solo nella pittura, ogni dipinto resiste ad ogni interpretazione, è inesauribile rispetto ad ogni significato.

L’inconscio dell’opera artistica resiste alla decifrazione, alla spiegazione? Cosa si teme dalle parole, dai pensieri? Trasformare in poesia una ferita, dare forma all’informe. Le parole possono snaturare un’opera, deformarla, oppure senza arricchirla la rendono unica per chi l’ha vista, fruita, irripetibile per l’esperienza sensoriale di chi si nutre di quell’opera facendola sua? Ci sono lacerazioni fra le parole ed un’opera descritta da tali segni e suoni? L’aggregazione della forma, la distruzione della forma, questa è l’eterna ricerca dell’arte, le parole non fanno altro che seguire questo percorso, contorcendosi, dando una forma poeticissima a ciò che definiscono, svelando il mistero della poesia.

Foto dal web

cattura-jpgeeeee

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