Ricordi

I ricordi sono come un’istantanea
pronta per essere sviluppata,
modificata con un chiodo arrugginito,
i ricordi sono stanze svuotate
dove trovi in un angolo uno scontrino sbiadito
libri polverizzati
e pezzi di carta da parati arricciati sui muri
muffa che occupa gli interstizi
delle assi di legno pronte a scricchiolare
ad ogni passo.
I ricordi sono come i morsi della fame
ti divorano insaziabili e crudeli
ogni volta che li accogli dentro di te
ti attorcigliano le viscere.
I ricordi sono radiazioni impalpabili e brucianti
li vorremo simili a carezze ed unguenti.
I ricordi sono come i lividi
li tocchi e sobbalzi ancora dopo giorni e giorni
li guardi diventare neri, gialli e verdastri,
si nascondono sotto la pelle
non se ne vanno mai via del tutto.
Vorrei trasformarti in un’ultima nota
oppure in una pausa
pronta a catturare tutti gli accordi precedenti
per annullarti nell’ultimo, agognato contrappunto
della mia vita.
Vorrei rigurgitarti come fanno i neonati
una via lattea pronta a spegnersi in un sonno improvviso
svegliarmi e per un istante aver dimenticato
ch’io sia senza di te.
Sei una lancetta rotta, un orologio demenziale
che parla e corre via
raccogliendo le ore perse lungo la via.

Paola Palmaroli

Foto dal web
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