Come una lettera dell’alfabeto

Ogni lettera ti porta a me
la -m è la tua mano che strinse la mia
la -p è una parola di troppo che ti è sfuggita
la -b è lo sciabordio del mare che giunse nei tuoi occhi
il giorno in cui nascesti
la -f è la fame e la tua ferocia nei confronti della vita
la -g è un gradino in più su cui scivolai
prima di cadere ai tuoi piedi
la -r è il tuo sorriso, una risata sommessa
stretta fra i denti che hai imprigionato mordendoti le labbra.
la -v è il vento sulla tua pelle che l’ha cotta insieme al sole
la -n è l’unico neo che ti ha reso ancora più umano
la -o è l’orgoglio di non voler più ammettere uno sbaglio
la -s fa parte di un mazzo di scuse profumate di sudore
la -i è l’ira che ti faceva scivolare sulla tua bava
la a- è un’affermazione, una dichiarazione d’amore
quel ” ci tengo a te” che ha reso ogni lettera dell’alfabeto inutile
e muta di fronte al tuo vocabolario ricco di accenti e di sdrucciole.
Io non ho mai voluto essere la tua terzultima lettera
in nessuna parola pronunciata o pensata.
Io sono quel punto che si è allargato come una macchia d’inchiostro
fino a riempirti la testa di sostantivi
fino a svuotartela di ogni aggettivo inutile
fino a coniugare un verbo che ti rendeva infinito
non dimenticando mai di ringraziare quel dio sconosciuto
cui dovevo tutto, anche te,
il mio miglior errore grammaticale di sempre.  

Paola Palmaroli    

Foto dal web
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