Una, cento, mille parole per te.

Parole da conservare insieme a te:
…………un basso rombo di tuono lontano
……………. avere un piccolo segno sul naso
………… l’odore della pioggia sul terreno asciutto
……….. la voglia di superare la malinconia con la danza
……………. ricominciare a sudare
……………. l’amore della natura in un volo, nelle ali che ti hanno strappato via ed io ti sto ricucendo piuma su piuma.
Tutto questo sei tu per me ed altro ancora.
Ti trovo in ogni parola e grammatica, in ogni aggettivo e sostantivo, il mare ed il fuoco non aggiungono nulla di più di quello che già sei, semplicemente ampliano il mio corredo di parole che ancora cercano senza posa di disegnarti.
Ti trovo laddove gli abbracci chiedono ai precedenti dove poterti toccare perchè non ti trovo, come una cieca non trova i mobili e le pareti conosciute della sua casa. Quando partorisco nuovi pensieri arrivi tu e li rendi fecondi come se io fossi fertile ed umida terra, ti cerco quando riesco ad incrociare gli occhi  con i tuoi  su una vecchia fotografia sbiadita e mi distendo fra le tue ciglia e le palpebre, annegando in quel mare in cui sono immerse le tue pupille.
Sei quei versi di una poesia incompiuta che non usciranno mai dalla mia bocca, restando relegate alla mia mente, perché tu la occupi come lievito che si avviluppa nell’impasto della mia carne fino a comprendere l’anima ed ogni altro abitante delle mie cellule.
Sei quel ballo che sogno ma tu non mi hai mai promesso ne chiesto, sei quel bicchiere d’acqua che disseta e di cui non dimenticherò mai più il sapore, il tuo sapore.
Sei quella sutura che continua a riaprirsi e che io per prima non voglio più ricucire, sei quel sangue che esce da una minuscola ferita e non finisce più di disegnare fiumi, monti e laghi sulla cartina geografica della mia pelle e dei miei giorni.
Sei ogni volta diverso quando ti incontro nei miei sogni e per questo ti cerco sempre tra le pagine dei tuoi occhi come se fosse la prima volta in cui ti leggo.
Sei l’ultimo dei miei respiri quando mi addormento e varco un mondo sconosciuto. sei giorno, sei la notte, con te tutto si confonde in modo naturale. Sei vita e morte e quando chiedo loro di te neppure si ricordano di averti incontrato perché sei specchio e riflesso, perché nello sguardo tu conservi i fantasmi dei primi raggi di luce del mattino e le ombre più dense della notte.
Tu non sei mai qui od altrove, sei ovunque, vivi e muori in ogni istante, ti rigeneri dalle tue ceneri e dai tuoi respiri.
Sono disarmata e mi lascio letteralmente sopprimere dal giorno che muore e dalla notte che avanza feroce pur di far parte dei tuoi occhi, di essere le tue mani, di essere un tuo respiro, una goccia del tuo sudore!
Con occhi miei io vorrei essere nei tuoi anche solo per un impercettibile istante e vedere quel che vedi tu, sentire quel che senti tu, senza più tornare indietro, senza più andare avanti, un eterno presente imprigionato dalla follia di amare il nulla.

Paola Palmaroli, testo e fotografia

Paola Palmaroli Photo

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