Alzheimer – Un mondo perduto

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  1. Due grandi poeti inglesi lottarono a lungo per realizzare il loro sogni, tra cui quello di andare a vivere insieme. Robert Browning ed Elizabeth Barrett Browning. ci riuscirono, lei dovette scappare in modo rocambolesco aiutata dal suo amato, dalla casa paterna, aveva problemi di deambulazione a causa di un’esistenza ritirata tra le quattro mura domestiche per supposti problemi di salute ma, riuscì a fuggire con il suo futuro compagno e a coronare un sogno. Vissero insieme per molti anni, quando si conobbero non erano giovanissimi ma dal carteggio delle loro lettere ci sono giunti frammenti di emozioni profondissime e così vere da essere ancora ricordati ai nostri giorni. Osservando questo ritratto mi vengono subito in mente le parole scritte da Robert Browning in una lettera a lei inviata per convincerla a fuggire insieme con lui: ” Invecchia insieme con me, il meglio deve ancora venire”. Grazie a questa coppia ricordo anche una scena che ho vissuto anni fa in un giardino pubblico di Genova. Una domenica mattina, marito e moglie seduti su una panchina, lei leggeva un settimanale e lui un quotidiano, se lo scambiarono sorridendosi pacatamente, comunicando quel non detto che profuma di complicità, di anni ed anni di quotidiana straordinarietà. Ero fidanzata da pochissimi mesi con il futuro padre di mia figlia e per un attimo mi resi conto di quel che desideravo più di quanto mai avessi immaginato prima di allora: “invecchiare accanto all’uomo che amavo, in quel modo apparentemente semplice, senza alcune pretese particolari se non di leggere insieme, fino a quando fosse stato possibile, le nostre vite. Capii in quel preciso istante che la felicità aveva i loro volti ed era seduta su una panchina, davanti a me, come ora si trova sulla pelle e nei movimenti accennati di una danza eseguiti dalla coppia che è stata fissata amorevolmente in questa immagine. Esiste una memoria che nessuno può sottrarci ne distruggere, quella di un amore semplice quanto vero che rimane nella corrente del sangue che scorre nelle vene e nelle arterie. Per esempio i primi passi percorsi insieme, l’odore percepito l’uno dell’altra, i suoni emessi dalla voce e dai respiri, i gesti anche inconsapevoli che diventano conosciuti ed attesi, passi appena accennati, tutto ciò raccolto via via in un contenitore, come in un cassetto che, viene riempito dai giorni e dal tempo condiviso. Anche quando non si avrà più consapevolezza di sè stessi e/o dell’altro, anche quando un nome od una voce non ci dirà più nulla, amo credere che basterà l’inizio di una storia, la richiesta di riascoltarla continuamente, ogni sera, prima di andare a dormire, una richiesta accorata e sussurrata nel nostro cuore da una voce calda e premurosa che esordirà così: ” Raccontami chi sei, parlami di noi due, e ti prometto che ovunque io sarò tornerò da te!”.

  2. […] via Alzheimer – Un mondo perduto — Aithne […]

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