Quando l’ordinario è straordinario?

Quando l’ordinario è straordinario?
Quando il tempo non ha più potere sulle nostre vite, quando tutto si ferma ad un istante e da quel momento nulla e come prima.
Quando ogni dettaglio della propria vita diventa un contorno cui noi imprimiamo una prfondità ed uno spessore a misura dei nostri bisogni, dei nostri desideri.
Quando l’inferno ed il paradiso non hanno più senso ne valore, ed il purgatorio pare una barzelletta inventata per poter sorridere di entrambi.
Quando ogni persona che ti passa accanto è un respiro che si fonde con il tuo, alla fermata del semaforo come su un autobus.
Quando le note di un pentagramma si staccano per venirti incontro e sei tu a donar loro l’accordo che cercano.
Quando ogni dolore o piacere diventa un tutt’uno con ciò che sei e non ti importa più nulla del loro effetto, neppure a lunga distanza.
Quando sai domare l’inutilità e renderla speciale, anche solo con una parola, anche solo con una carezza data al vuoto, all’aria che ti passa accanto.
Quando una voce ritorna da lontano e ti attraversa facendoti sobbalzare, quando il suo odore non lo dimenticherai mai e non ti farà più male evocarlo annusando come un cane l’aria che respiri.
Quando quel che aspettavi non l’attendevi più ed improvvisamente ecco sopraggiungere inaspettato dietro di te, toccarti la spalla e farti voltare con gli occhi che ti escono dalle orbite per lo stupore.
Quando ogni passo diventa uguale a quello precedente e del successivo non te ne può importare nulla allora ecco l’ordinarietà diventare un effetto di luce che ti acceca, un ombra che ti avvolge e non ti lascia più, ecco che il nulla si sveste dei suoi connotati più inquietanti e senti la sua risata cristallina far da colonna sonora al tuo vissuto, giorno dopo giorno, ora dopo ora, minuto dopo minuto.
Quando non hai più perchè da chiedere e le risposte sono già insite nelle domande.
Quando entri al supermercato e non sai più cosa dovevi comprare ed esci senza aver nulla in mano, ridendo di te stessa.
Quando arrivi a casa e ti ricordi di cosa ti mancava e sai che pui farne a meno.
Quando non ti aspettavi più nulla e quel nulla assume i connotati di un pagiaccio che ti gonfia un palloncino e te lo regala senza chiederti nulla in cambio se non di rispondere al suo sorriso mascherato da smorfia di dolore.
Quando dolore e piacere si fondono e non hanno più potere su di te, diventando parte di quella danza che il corpo sa creare ad ogni suo nuovo risveglio.
Quando ti guardi i piedi mentre cammini e ti viene da sorridere perchè alla tua età inciampi e salti le linee di congiunzine tra le lastre dei marciapiedi come da bambina.
Quando ti senti come un cane che annusa l’aria e con la lingua di fuori ti fermi per riposare e non ti vergogni di essere sudata fradicia dopo aver percorso poche decine di metri, ti asciughi la fronte e ti fermi, senza farti tanti problemi se gli altri continuano a correre ed a dimenarsi per arrivare primi.
Quando non sai più cosa pensare e smetti di farlo, lasciando fluire sia lo spazio che il tempo, quando tutto quello per cui hai vissuto non ha più senso e non te ne dispiace, quando vuoi solo vivere l’istante che ti si dona e non desideri altro ne prima ne dopo.
Ecco come l’ordinario modo di vivere diventa straordinaria essenza dello stesso, ecco come si può rendere speciale tutto quello che si guarda senza farsi accorgere che è così speciale!
P.P.

Foto di Paola Palmaroli, Pavia 2015

Foto di Paola Palmaroli 2015

Foto di Paola Palmaroli 2015

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