Study for the human body: la potenza e la disfatta, una lettura di Francis Bacon

CRITICA IMPURA

Francis Bacon, Study for the human body, 1949 Francis Bacon, Study for the human body, 1949

Di ANTONELLA PIERANGELI

O notte, o dolce tempo, benché nero,

con pace ogn’ opra sempr’ al fin assalta;
ben vede e ben intende chi t’esalta,
e chi t’onor’ ha l’intelletto intero.

Michelangelo, Rime, sonetto 102.

Una stesura bassa, di toni grigi, tirati sul fondo ocra del grezzo della tela, con un tratto sbafato e disomogeneo. Una monocromia opaca ma a tratti virante verso un bluastro livido che è intrappolato, all’opposto, in un biancastro plasmante.

Un uomo-animale, portatore di una forza pesante e brutale, è sorpreso in un misterioso ritirarsi dietro un tendaggio sfocato, quasi scomparendo in uno spazio oscuro. È un uomo colto in un momento di passaggio e di evanescenza dalla propria potenza, gravato però da una sensualità oscura, carica di un imprecisabile senso di tragedia. È una visione mozzafiato, un calcio al cuore, Study for the human body

View original post 1,263 more words

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s