A cosa servono i vecchi atlanti?

Roberto Cotroneo

Pochi giorni fa, curiosando tra le bancarelle di libri antichi e moderni che stanno fisse in una piazzetta del centro di Roma ho visto una tavolino con una pila di volumi molto grandi. Erano tutti atlanti geografici. C’erano quelli classici De Agostini, c’era un atlante del Times, c’erano altri atlanti, uno francese, un altro tedesco. Uno persino in caratteri cirillici. «Glieli vendo tutti assieme», mi ha detto la persona che gestiva la bancarella: «me li hanno portati ieri. Nessuno sa più cosa farsene».

L’atlante è un’altra vittima della modernità. Oggi è il web che ti permette di avere tutte le mappe in tasca, di poterle consultare in qualsiasi momento, di guardare persino le fotografie delle strade che ci servono, e dirci dove ci troviamo attraverso un rilevatore gps. Ma non si tratta di una evoluzione più completa delle vecchie mappe. Si tratta di un differente modo di pensare.

Intanto diciamo…

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