RITRATTI 5 – 6 – 7

massimobotturi

RITRATTO NUMERO CINQUE

Restare sul binario,
come un uccello morto.
Fin quando trema tutta la terra
e il sasso piange.

La neve, piena d’urla e parole
arriva in fretta
porta feroci spume dalle città straniere.

Restare sul binario,
come un fuscello rotto.
Un ramo
che divelto dal peso da la guancia
al ritmico di ferro;
a quel verme di frontiera
che scava l’aria e un solco nel buio.

Palpeggiare
il sangue sulle foglie d’inverno
addormentate.
Per scaturire in cuore un singulto di coscienza
una latrina fonda per l’odio.

E dirsi vuoti,
canestri per la palla che mai vorrai lanciare.

Trattandosi d’amore incompiuto
più ordinario
che tu stia a casa sotto due mani pasticcione
con i bambini attorno a sorreggerti la trama
di un bel vestito bianco
fiori d’arancio
e velo.

RITRATTO NUMERO SEI

Le dita
una tenaglia sul mozzicone acceso.
La mano dietro fine di schiena
sotto l’acqua, di un…

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