L’INFERMIERA

massimobotturi

Chiamiamo vita vera quella della premura
della carezza dell’infermiera
del suo nome, portato a bella vista sul petto.
Vita vera
lei che ha perduto venti coriandoli ai capelli;
lei che somiglia a foce di fiume
e un poco a Casa
quando la notte lasci due dita di frescura
tra tenda e imposta, e l’aria si muove.
Grazia piena.
Chiamiamo vita vera la mela morsicata
poggiata al credenzino, dimenticata
furba.
Chiamiamola peccato da compiere, e riviera
un abito indossato di fretta
un reggiseno, terribile sull’arco del meglio
necessario
per non lasciare libero il gusto delle mani
la sera dei mariti, la voglia di avventura.
Chiamiamo vita vera quella che passa ora
finito il turno, gonna e camicia
via il dolore, quel piccolo fraseggio di medicine intere.
Chiamiamola per tutte le sera, ecco il cifrario
telegrafa il suo corpo a digiuno
e falla stare
come davanti a un campo maturo.
Falle amore

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2 comments on “L’INFERMIERA

  1. non so proprio come ringraziarti, sono frastornato
    grazie
    grazie di cuore

    🙂

    per tutto

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