Non ho camminato nei tuoi sogni ………..di Boris Ryzyj

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NON HO CAMMINATO NEI TUOI SOGNI – BORIS RYZYJ

In questo testo di Boris sembra quasi di vederne le cancellature, tale è l’immediatezza, l’impetuosità di questi versi.
In generale, di Ryzyj mi hanno sempre colpito i suoi versi inconsueti, diversi da quelli cui sono abituata, a volte volgari e spavaldi, altre volte formali.
C’e quasi una rabbia repressa anche in una poesia che – dovrebbe – essere dolce, come questa.

Boris Ryzhy Borisovich (in Russo Борис Борисович Рыжий) nasce a Chelyabinsk l’8 settembre 1974 e cresce a Sverdlovsk, città industriale degli Urali, cupo regno delle miniere, dove suo padre fa l’ingegnere minerario. Pare sia stato un territorio popolato per mille anni da poliziotti e ladri in parti uguali. Si dice sia cresciuto in mezzo ad ex detenuti, risse e bagordi, iniziando a 14 anni a scrivere poesie. E’ più noto come campione di pugilato ed a lui piace quella immagine di sè. A 18 si sposa. A venti ha un figlio. Si laurea nel 1998 in geofisica e geoecologia presso l’Accademia mineraria degli Urali e si specializza in geofisica, nel 2000 presso a sezione degli Urali dell’Academia russa delle scienze, diventando ricercatore geo fisico degno di menzioni accademiche per aver pubblicato numerosi articoli scientifici. Al momento della sua morte, Boris aveva iniziato ricevere riconoscimenti per le sue poesie ed era considerato come uno dei maggiori poeti della sua generazione. Aveva ricevuto l’Anti-Booker Prize ed aveva accettato di partecipare al Festival di Poesia di Rotterdam. Ma come tutti i poeti, indossava una maschera. “Di tutti i suicidi possibili l’impiccagione è il più triste perché rivela un disprezzo di sé peggiore di qualsiasi altra morte. La pallottola nella tempia uccide un infrequentabile avversario. Ripara un torto. Nobilita il morto. Il fuoco lo santifica. L’acqua gli dà un nuovo battesimo. Ma ci si impicca perché ci si disprezza, vecchio straccio, oggetto di rifiuto”.
Il cadavere venne rinvenuto il 7 maggio 2001. Il poeta si era impiccato ricorrendo alla maniglia di una porta intorno alla quale aveva fatto scorrere la corda. Lasciava, a soli 26 anni, un figlio, Artjom (nato nel 1994) ed una moglie, Irina.
Dopo la sua morte inizia ad essere conosciuto anche fuori dalla Russia e alcuni suoi testi sono stati tradotti in inglese, italiano, tedesco e olandese.

Non ho camminato nei tuoi sogni…

Non ho camminato nei tuoi sogni,
nè mi sono mostrato in mezzo alla folla,
non sono apparso nel cortile
dove pioveva o meglio cominciava
a piovere (questo verso
lo cancello e non lo sostituirò),
era allettante credere, come uno stupido,
che ti avrei incontrato presto,
eri tu che mi apparivi in sogno
(e mi prendeva una dolce tenerezza),
mi sistemavi i capelli sulle tempie.
Quell’autunno perfino le poesie
in parte mi riuscivano bene
(però mancava sempre un verso o una rima
per essere felice).

Борис Рыжий

Я по снам по твоим не ходил
и в толпе не казался,
не мерещился в сквере, где лил
дождь, верней – начинался
дождь (я вытяну эту строку,
а другой не замечу),
это блазнилось мне, дураку,
что вот-вот тебя встречу,
это ты мне являлась во сне,
и меня заполняло
тихой нежностью, волосы мне
на висках поправляла.
В эту осень мне даже стихи
удавались отчасти
(но всегда не хватало строки
или рифмы – для счастья).

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