Corpi che parlano, immagini che si fanno idea: le foto di Gerda Taro

I sensi della letteratura

Doveva compiere 26 anni quando morì nel 1937, durante la guerra civile spagnola. Gerda Taro (pseudonimo di Gerta Pohorylle) era una giovane ebrea tedesca, comunista, che perseguitata e arrestata dai nazisti riparò a Parigi dove strinse un intenso rapporto professionale e sentimentale con Endre Friedmann, ungherese, noto poi in tutto il mondo con il nome di Robert Capa. La limpidezza dei suoi scatti sul conflitto iberico (solo luce naturale, nessun artificio tecnico), le inquadrature, il taglio, l’immediatezza delle immagini, la loro “urgenza”, fanno sì che i corpi ritratti si trasformino in “storie” non appena li si guarda; così come le scene, di battaglia o meno, trattate da un punto di vista quasi documentaristico, si tramutano in concetti, in idee caricandosi di echi e di significati.

L’occhio della giovane Gerda Taro si nutriva insomma di realtà, da esplorare e da decodificare: lo si nota anche dal suo sguardo, negli scatti in…

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