La mela di Odessa

Quando vicino al mare il mondo diventa piccino……

ArteFattiProject

Una favola, un momento, una sensazione,
semplicemente un messaggio lanciato nell’AREA
e ancora oggi se sai ascoltare senti l’eco che
ti invita al giro tondo.

ArteFatti, o Fatti ad Arte, ma anche Arte dei Fatti e perchè no, Fatti dell’Arte.
Fatti e misfatti di un percorso, un viaggio,
introspezione di una vita ormai diventata estrospezione,
autointrospezione e perspezione.
Una mela e una foglia che viaggiano verso il mare.

Good trip where the vibrations drive you to your horizon.

C’era una volta una mela a cavallo di una foglia.
Cavalca, cavalca, cavalca
insieme attraversarono il mare.
impararono a nuotare.
Arrivati in cima al mare, dove il mondo diventa piccino, la mela lasciò il suo vecchio vestito e prese l’abito da sposa più rosso, più rosso.
La foglia sorrise, era la prima volta di ogni cosa.
Riprese la mela in braccio, e partirono.
Giunsero in un paese giallo di grano pieno di…

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2 comments on “La mela di Odessa

  1. Ti ringrazio Paola per questa tua condivisione di un momento della mia vita.
    Da qui poi tutto ha iniziato ad essere più chiaro, un’accelerazione mentale a tutto tondo, un vortice che crea energia e che cambia ad ogni giro modificando la materia come un’onda che leviga la pietra e la fa diventare più rotonda per scivolare meglio sulla battigia.

  2. La pietra levigata. Mi hai fatto tornare in mente una pietra trovata in un ruscello di montagna, presso un ponticello di cemento costruito da chi sorvegliava e gestiva una diga di montagna. Me lo fece notare mia madre, lo conservo ancora tra le mie cose come fosse una pepita d’oro, o l’araba fenice. L’acqua aveva disegnato sulla pietra una spirale, puoi ancora oggi toccarne gli anelli con le dita. Un lato liscio di granito luccicante per i quarzi contenuti ed un altro che appare come un viaggio che l’acqua compiva su quella pietra senza terminarlo. Nessuna fine in quel viaggio, solo una pausa, un’attesa prima di continuare, un balzo. Ecco svelata la magia racchiusa in certi oggetti, materia viva, sensi che in quella massa trovano un fluire continuo anche a distanza di tempo, oggetti che tenuti in mano ti evocano momenti in cui hai deciso qualcosa o sentito con tutta te stessa/o quello che eri, senza sbavature o compiacimenti. Scivolare meglio sulla battigia, sai quante volte l’ho sognato quel fluire come fossi io pietra od acqua o sabbia. Bell’immagine per raccontare di te quello che ho letto, chiara e precisa, in una parola, “vera”!

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